sabato 9 febbraio 2013

Persiane maiorchine



Il post di oggi lo vorrei dedicare ad un elemento tipico delle case maiorchine e che io ho riconvertito in un elemento di decorazione per la mia casetta. Si tratta delle persiane maiorchine, cosí chiamate appunto perché presenti in ogni casa dell'isola. La persiana ha la funzione di proteggere l'interno delle case dal sole e allo stesso tempo lasciar passare aria attraverso le fessure inclinate che la compongono. Anticamente venivano fatte di legno ed il colore che piú comunemente veniva usato era il verde bottiglia con le sue varie tonalitá. Ad oggi molte case hanno iniziato, per motivi di manutenzione e resistenza, a sostituirle con persiane di pvc, che personalmente trovo molto brutte e antiestetiche, anche se sicuramente piú comode. 


Ho notato inoltre che in alcuni paesini dell'isola, come ad Artá,  tutte le case hanno persiane di color grigio-carta da zucchero. Non ho ancora scoperto la ragione di questo colore pero devo ammettere che l'effetto visivo é molto luminoso!

Si trovano molte idee in rete su come reciclare/riutilizzare queste persiane in modi molto originali ed esteticamente accattivanti, pero alla fine mi sono decisa per un'idea semplice ma sopratutto alla portata delle mie capacitá di bricolage! ;)) 


L'idea utilizzata é stata semplicemente quella di ridipingere la persiana di bianco avendogli dato prima sotto una base azzurro provenzale, per dargli un effetto "shabby chic". Poi ho cartavetrato un po gli angoli e gli spigoli per far uscire il colore azzurro sotto il bianco. Io l'ho utilizzata diciamo come "porta foto da parete"..che ve ne pare l'effetto finale?






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mercoledì 6 febbraio 2013

Mandorli in fiore


In questo periodo dell'anno Maiorca si veste di bianco come una sposa. É l'epoca in cui tutti i mandorli iniziano a fiorire ed é poesia per gli occhi e per lo spirito.
Lo spettacolo é ancora piú suggestivo se visto dalle cime montagnose di San Salvador, Bonany e la cima di Randa da cui si puó godere dello spettacolo di una distesa bianca che viene chiamata la "neve maiorchina".


Ci sono leggende che raccontano di  imperarori venuti da oriente che fecero piantare enormi distese di mandorli per poter sorprendere alla propia moglie, che veniva da paesi dove era solito nevicare, con l'effetto della neve anche nell'isola ...trovo questa leggenda estremamente romantica, in perfetta sintonia con il periodo di S. Valentino che si avvicina!;)



Le zone di Maiorca dove si possono vedere grandi campi di mandorle sono nelle zone di Santa Maria del Camí, Sencelles, Bunyola, e la zona di Llucmajor. Ci sono molte persone che scelgono di venire a visitare l'isola giusto in questo periodo ed é uno spettacolo che consiglio assolutamente non perdersi perché ne vale la pena!


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domenica 3 febbraio 2013

Fer Llata: l'arte di lavorare le foglie di palma



L’altra sera, puntualmente come tutti i giovedí, mi sono sintonizzata sul mio programma preferito, quello di cui avevo giá parlato tempo fa qui.  Adoro l’idea di poter scoprire luoghi dell’isola, fattorie, campi agricoli, riscopre ricette antiche, rimedi naturali, tradizioni aritgianali in via d’estinzione che preobabilmente mi perderei (anche se paradossalmente vivo con un maiorchino!). 

Foto dalla pagina web


Nella puntata di oggi, ció che piú ha attirato la mia attenzione del programma, é stata la visita ad una delle ultime artigiane veterane che lavorano le foglie di palma. La signora in questione, veterana in questo lavoro che svolge ormai da 60 anni, si chiama Aina (n’Aina) e vive ad Artá il municipio con maggior tradizione e produzione di questi oggetti. A Maiorca, e non poteva essere altrimenti, esiste una grande tradizione di oggetti artigianali realizzati con le palme che provengono della palma nana, la sola che cresce nella zona mediterranea. Le foglie di queste palme, raccolte durante il mese di luglio si fanno seccare e poi si frammentano in piccole parti, operazione chiamata embrinar"Fer llata" consiste quindi nel fare  trecce con  brins (le foglie delle palme esseccate e suddivise in piccole parti) di una certa lunghezza, che poi vengono cuciti in base all’impiego che se ne voglia fare, anticamente per realizzare ggetti che servivano per il lavoro nei campi, oggi invece per decorazione:cesti, cappelli, zaini, borse, porta bottiglie, etc..


 
Il processo di lavorazione consta di varie fasi: bisogna innanzitutto ammorbidire le foglie di palma essiccate mettendole a bango in aqua per tutta la notte. La mattina seguente si tolgono  le punte battendole con una pietra affinché non pungessero, e si mettono dentro un sacco umido affinché non si secchino durante il tempo di lavorazione. La signora Aina spiegava inotre un trucco per rendere la fibra piú elastica e resistente: metterle per una notte intera dentro una cavitá chiusa con dello zolfo acceso, di modo che il fumo agisca sulle foglie.Quest’intrecciati  altro non sono che esparto ovvero la fibra che si utilizza per fare la suola delle espadrillas (le famose scarpe di fibra e tessuto tanto di moda in Italia negli anni 80!) e per realizzare le sanalles  che sono le tipiche ceste o borse tradizionali di Maiorca che si usano molto per andar al mercato o in spiaggia. 

Foto da Antic Mallorca


Un’interessante scoperta che ho fatto per caso curiosando in internet é quella di una ragazza che vive in un paesino del centro dell’isola e che realizza delle borse fantastiche, molto alla moda e realmente originali, che ha saputo adattare questa tradizione con un disegno moderno e accattivante. Si chiama Antic Mallorca e lascio il link della sua pagina web perché vale veramente la pena darci un’occhiata! Io ci andró personalmente appena possibile  anche perché ho visto che in inverno il negozio dove espone ha orari, come dire, un po maiorchini...;))

Foto da Antic Mallorca



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martedì 29 gennaio 2013

Aixo es mel!

Sará perché mi sono laureata al DAMS con specializzazione in cinema e televisione o sará perché oltretutto ho preparato  una tesi sulle dette televisioni di prossimitá (praticamente sconosciute in Italia), pero mi piace raccontare dei programmi televisivi locali che considero degni di nota perché rispecchiano e rappresentano perfettamente la cultura dell'isola. Si definisce infatti televisione di prossimitá quella che si rivolge manifestamente agli spettatori autoctoni del luogo da cui trasmette, allacciandosi ai contenuti che da vicino li riguardano. 
Ricordo che anche in Italia c'era un programma similare che veniva trasmesso la domenica mattina. Era molto didattico e descrittivo (parlo al passato perché non so se viene ancora trasmesso, anche se aveva una certa popolaritá) pero a mio parere, a differenza del programma che ho visto ieri sera in televisione, mancava dell'allegria, della prossimitá e soprattutto dell'empatia, sia con i partecipanti del programma che con gli spettatori stessi dall'altra parte dello schermo. Mi pareva piú un reportage da national geografic in un viaggio nella gastronomia italiana. Nessuna emozione, nessuna ironia..(mio padre che era un fan di questo programma, da gran patriota qual'é, negherebbe anche l'evidenza!).


Il nuovo programma scoperto s'intitola "Aixo es mel". Devo sottolineare che, nonostante la televisione sia locale e quindi con risorse sicuramente ridotte, la qualitá dei programmi non é cosí banale come ci si potrebbe aspettare. Mi stupisco sempre dell'originalitá delle idee che riescono a tirare fuori per nuovi contenuti queste piccole realtá. Nel caso in particolare, il programma va alla scoperta delle ricchezze gastronomiche dell'isola attraverso l'esperienza e la visione di tre personaggi abbastanza conosciuti: un attore di teatro maiorchino (Toni Gomila), lo chef di un ristorante con stella michelin (Tomeu Caldentey) ed un giornalista televisivo (Pau Cavaller).
Il titolo é un chiaro richiamo al contenuto del programma: "Això és mel" é l'espressione che si utilizza quando una persona gode e assapora con delizia qualcosa.


Il programma si propone di scoprire delicatezze culinarie meno conosciute,  ricette tipiche cucinate da persone comuni appassionate di cucina,  ristoranti dove degustare prelibatezze tradizionali...un percorso nei paesini piú reconditi dell'isola guidato dai sapori piú caratteristici e dalla voglia rivelare gioielli nascosti.
I miei complimenti ai realizzatori, mi é piaciuto!;)

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lunedì 28 gennaio 2013

Decorazioni con piante

Nel  piccolo porticato che ho davanti casa, amo tenere miriadi di vasi con piante di ogni tipo e colore per creare una sensazione di verde visto anche da dentro.
Come giá raccontavo nel mio post sull'Aloe Vera, da quando ho un piccolo spazio verde, mi sto appassionando al giardinaggio  ed alla scoperta di nuove piante, sperimentandone la riproduzione ogni primavera.  Quelle che mi danno al momento piú soddisfazione di tutte, a parte la mia bellissima Aloe Vera che cresce e si riproduce spontaneamente come se volesse dimostrarmi gratitudine per quanto bene si trova dove l'ho messa, sono le piante grasse o meglio le piante cosidette "succulenti". 


Sono facili da mantenere in quanto non necessitano di molta acqua e si riproducono con estrema facilitá...quindi adatte anche ai pollici meno verdi!

Oggi vorrei lasciare qualche idea originale trovata in rete di decorazioni con queste piante che crescono in abbondanza in terrritorio mediterraneo e che anch'io coltivo nel mio piccolo giardino mediterraneo. Piccole ispirazioni per portare anche dentro casa un po di verde in maniera originale e molto chic!





 In particolare quest'idea delle piantine in coppe di vino utilizzate come segnaposti la trovo fantastica!


Pero credo che tra tutte, quella che mi piace di piú é sicuramente questa composizione/natura morta che trovo assolutamente elegante.

Photos via http://botanicalbrouhaha.blogspot.com.es/




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domenica 27 gennaio 2013

Ispirazione positiva



"Quando ci concediamo ai luoghi, essi ci restituiscono a noi stessi e, più arriviamo a conoscerli, più vi seminiamo l'invisibile messe delle memorie e delle associazioni che saranno lì ad aspettarci quando vi ritorneremo, mentre luoghi nuovi ci offriranno pensieri nuovi e nuove opportunità. Esplorare il mondo è uno dei modi migliori per indagare la mente e il camminare percorre entrambi i terreni."  
Rebecca Solnit, Storia del camminare




Il vivere in un’isola come Mallorca dove non ci sono grandi agglomerazioni urbane, é stato come ricominciare a vivere una nuova vita, soprattutto dopo aver scelto consapevolmente di stare il piú possibile circondata dalla natura. 
La frenesia umana ha occupato troppo spesso la mia mente con pensieri di cui a volte non ne riuscivo nemmeno a trovarne l’origine. 
La natura invece invita al silenzio e mi ricorda, ogni volta che mi soffermo ad ascoltarla, chi sono e cosa voglio essere. 
Nel silenzio ho trovato lo spazio necessario per riscoprire la mia essenza.
 Nessun rumore, nessuno stimolo, nessuna fretta, che mi distragga da ció che é veramente importante: la felicitá non dipende da ció che abbiamo ma da ció che siamo.



Bisogna iniziare la settimana con tutto l'ottimismo di cui siamo capaci! 




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giovedì 24 gennaio 2013

Rondalles Mallorquines...favole antiche di Maiorca



Seguendo l’onda della mia lenta eppur costante “maiorchizzazione” e rimanendo fedele all’intento di promuovere la cultura maiorchina a chi non la conoscesse, una cultura ricca di tradizioni ancora vive e presenti, vorrei dedicare il post di oggi alle “rondalles mallorquines”, ovvero dei racconti popolari dell’isola trasmesse oralmente da padre a figlio. 
L’idea di parlarne oggi, viene dalla casualitá di essermi imbattuta in un’inizativa di crowfounding per la pubblicazione di questi racconti antichi che ormai pochi conservano. Ovviamente, manco a dirlo, io che mi sento ormai quasi come un’attivista per la conservazione delle ricchezze culturali di ogni Paese (forse perché non ho mai apprezzato e scoperto pienamente la ricchezza della mia terra nativa, il Piemonte) ho sentito la necessitá di parteciparvi...Se la raccolta fondi va in porto raggiungendo il budget previsto per la pubblicazione riceveró anch'io una copia di queste antiche favole maiorchine!



Le "rondalles" sono un relato o narrazione in prosa, di tradizione orale e di carattere anonimo (non esiste un autore originale) che racconta fatti immaginari di un determinato argomento e ambientate a Maiorca.  
Questi racconti, sono apparsi per la prima volta in forma scritta grazie alla raccolta realizzata per Mossén Antoni Maria Alcover i Sureda con lo pseudonimo di Jordi d’es Racó e furono pubblicate nel 1880 con il titolo “D’Aplec de Rondaies Mallorquines d’En Jordi d’es Racó”in ben 24 volumi!
La raccoltá é strutturata in modo tale che prima di ogni racconto venga specificato chi l’abbia raccontata all’autore di questa raccolta, se il racconto viene da persone differenti e proveniente da paesi diversi e se anche i personaggi del racconto sono del paese da cui viene il racconto. Spesso erano affiancate da partiture musicali, ció sta ad indicare che il racconto veniva cantato o accompagnato da musica.


Queste favole contengono elementi comuni ad altri racconti popolari d’Europa e di altre zone della Spagna. Compaiono per esempio personaggi che sarebbero l’equivalente di “Biancaneve”, “Cenerentola” (in uno di essi chiamata la Francineta), animali parlanti e personaggi fantastici come i giganti,  demoni e draghi (elementi di tradizione popolare che ritroviamo poi nelle feste locali).  Come tutte le favole anche questi racconti hanno il compito di trasmettere insegnamenti morali, anche se ovviamente pertinenti all’epoca in cui sono stati trascritti,  che contengono un richiamo a virtú come la semplicitá, l’onore e l’aiuto verso il prossimo (che 
Mi piacerebbe poter lasciare un link in italiano per ulteriori approfondimenti, pero le uniche informazioni in internet al riguardo sono in catalano e qualcosa in spagnolo.
Se alla fine riusciró a ricevere una copia del libro allora sí che potró leggerne finalmente una e pubblicarne la traduzione! Credo sia interessante da condividere..sempre nella convinzione che la comprensione e l'avvicinamento ad altre culture aiutino a creare un mondo piú  aperto e libero.




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